TROUBLOUS PUNCH... TROUBLOUS TIMES....
OH! inquietudini di Pulcinella!


INTRODUZIONE
Stanchi di essere traditi continuamente dalla nostra immagine rappresentiamo verbalmente le nostre multiple personalita’.
Mi riferisco alle chat, ai forum, alla comunicazione in virtuale, in cui ci spingiamo sempre piu’ verso una sorta
di rappresentazione verbale di noi, del paesaggio complesso della nostra anima.
Messa da parte la forma in cui appariamo rappresentati eccoci esprimere la sensazione che abbiamo di noi e attraverso quella cominciamo ad intrecciare rapporti
che giungono fino all’Amour Fou.
In questo giuoco di ruoli ci spingiamo ad essere tutto,
uomini, donne, bambini, adulti, nani, fate, gnomi, elfi,
perfino umani.
Cio’ che ci fa amare o odiare il nostro interlocutore
diventa la sua energia, le pulsioni che noi sentiamo
attraverso la tastiera.
Riusciamo a giungere fino all’orgasmo quando incontriamo
la persona che accende in noi i brividi sopiti con un
semplice ‘Ciao, eccomiiiiiiiiiiiii *_*!’
Ci spingiamo cosi’ a desiderare di trovare nell’altro la
nostra essenza, quella verita’ che ci conduce all’origine
di noi.
Immaginiamoci Madeleine sola, davanti al suo PC, una donna che cerca se stessa nell’uomo attraverso tre uomini che per lei sono un unico modello, quell’anima gemella in cui vuole affondare, a cui vuole arrendersi, a cui alla fine si da completamente come a se stessa.
Ecco ho cercato di scrivere questo testo in modo che potesse rappresentare questo nostro nuovo modo di vivere,
sentire, interagire, comunicare, esprimerci, raffigurarci, in un linguaggio che possa essere rappresentabile in tutti i media, dalla radio, al teatro, alla tv, al cinema, fino a poter diventare una sorta di video game.
Volutamente ho ridotto al minimo le indicazioni per lasciare a chi lo mettera’ in scena nel media che scegliela possibilita’ di interpretarlo come preferisce.
Per cui puo’ anche essere Joseph un uomo solo che gioca con tante Madeleine.
O possono essere un uomo e una donna che si cercano attraverso i vari giri di vite.
O, perche’ no, potrebbero essere anche due donne, o due uomini, o un numero infinito di coppie di tutte le eta’e sessi.
Lo stesso vale per scene, costumi, luci, suoni.
Il testo e’ scritto in modo che puo’ essere rappresentato
anche da un solo attore nel buio di un palcoscenico vuoto,
o da soli mezzi meccanici senza piu’ attori in scena,
perche’ vuole affermare la nuova potenza rappresentativa
della parola che sta assumendo in se’ il suo potere
generante.
E’ un dialogo sospeso sulle Stanze della Memoria in cui
nell’amore e’ Dio che si manifesta nel corpo attraverso il Verbo.
Un corpo che ha scelto di diventare Tempio.
Per la donna il viaggio per trovare la propria Identita’
Originaria consiste nel ritrovare nell’amplesso il Padre nel Figlio.
Parte mancante dell’uomo solo ricongiungendosi all’ uomo
in comunione col Padre per tramite di Cristo puo’ giungere
all’essenza di se’.
In comunione col Creatore per tramite della Creatura Uomo
dalle viscere della donna il padre prende vita come divino figlio
dell'uomo.
Questo dialogo e’ un lungo orgasmo verso il tornare alle
origini della prima genesi dell’uomo e della donna
‘In principio era il Verbo..’