LANDSCAPES 2
CULTURES
ARCHITETTURES
RADICI
CULTURALI
SU CUI ARCHITETTURE DANNO VITA A NEAPOLIS

Mia nonna materna, Capararo, a S.Domenico Maggiore
mi fa diventare 'Piccola Rosariante',
(spose di Gesù che possono agire nella vita normale).
Ella mi avvia ad una rigida cultura cattolica
e mi insegna a vivere
in una continua disciplina dei miei mezzi..
Originaria di Sondrio in Valtellina
parla un italiano ottocentesco.
Vive nella memoria di mio nonno Ottavio Saviano,
morto dopo solo tre anni di matrimonio.
Scrittore, amico di D'Annunzio, amante della Aleramo,
resta nella mia vita di bambina un'immagine onnipresente
che mi osserva da un'antica fotografia.
La nonna paterna, Mezzacapo,
discende da una nobile famiglia di Marchesi
che dalla Rivoluzione del 1799
comincia a dilapidare sostanze e titolo
comprendendo e agevolando
la metamorfosi che porta al grande salto
fuori dal Tribalismo Originario
dentro la Nuova Cittadella Globale
composta di Individui Liberi, Unici e Irripetibili.
Fu per amore di un ufficiale di Napoleone
che una mia ava legò la storia del nobile casato
alla via giacobina.
L’Amour Fou….
Una delle vie che ab originis porta in sé
la forza cosciente e serena
della rivolta contro la legge tribale,
capace di vittoria e pacificazione,
dolce martirio che conduce
al di là di ogni convenzione,
incluso quelle spazio temporali
visto che è capace di scavalcare la morte.
legandoci di vita in vita per l’eternità.
UNICO COMANDAMENTO:
L’AMORE -
LUSSO BIOLOGICO -
VALORE AGGIUNTO ALL’UMANITA’ -
CANTO DI PER SE’ -
Nella mia famiglia c’è di tutto ….
Baroni Universitari - Avvocati della Sacra Rota -
Legionari dispersi nella Legione Straniera -
Navigatori Solitari - Anarchici che ospitano Bakunin -
Massoni Spiritualisti -
Ai primi del secolo un esponente della famiglia
emigra in America con la cugina sua compagna,
dove diventano Macchiettisti,
PORTANDOCI sulla VIA del TEATRO…

SALVATORE MEZZACAPO
macchiettista
Nonna Lillà, la piccola dolce marchesa
che parla solo in francese e in napoletano,
mi introduce alla memoria storica della landa di Napoli
raccontandomi. nella lingua originale,
le favole del “PENATMERONE” del BASILE
e mi da' elementi basici di pianoforte e canto.
A giugno, poco prima di compiere sette anni,
il mio primo debutto
come ballerina al Teatro Mediterraneo,
sono già una creatura inquieta e votata all’Arte!
Dietro le quinte piango
guardandomi al di qua e al di là dello specchio!
Sento che sta per iniziare
il mio lungo Viaggio d'Iniziazione
sulla Scena del Mondo
attraverso il suo Palcoscenico Privilegiato:
il Teatro!
Tra i sette e i dodici anni frequento le Monache di 33,
Monache di clausura, Profetesse!
Esse mi annunciano: " Andrai! Vedrai! Ritornerai!"
Studio danza per sette anni!
Poi, per un trauma familiare,
le forti incomprensioni con mia madre
a causa della conflittualità esasperata
che ella prova con il fiorire in me della donna
durante la mia prima adolescenza,
ma anche, e forse ancor di più,
per un maniacale affetto che ha per il figlio maschio
<ha perso il padre a tre anni e
per la sua educazione la donna non è nulla
senza una figura maschile al fianco…..>
che la conduce irreparabilmente
a non avere in nessuna considerazione le figlie femmine,
me in primis …….
<Ribelle ed educata da mio padre come un uomo ……
Libera e con una cultura sincretica superiore alla media…..>
...ha inizio la mia carriera di psicosomatizzatrice del dolore
